se mi vuoi bene

SE MI VUOI BENE | Recensione della nuova commedia di Fausto Brizzi

Di Manuela Saraceno

La depressione, detta anche “il male di vivere”, è la malattia del secolo e Fausto Brizzi nel suo nuovo film Se mi vuoi bene, nelle sale dal 17 ottobre, tratto dall’omonimo romanzo di cui è anche autore, la affronta in modo delicato e senza pregiudizi o pietismo.

Non deve essere stato semplice per il regista staccarsi dal ruolo di scrittore e scegliere quali parti del libro portare sullo schermo, e forse, Brizzi, proprio per ovviare a questa difficoltà, ha deciso di farsi soccorrere da tre giovani e promettenti sceneggiatori (Herbert Simone Paragnani, Mauro Uzzeo, Martino Coli) che hanno saputo tenergli testa tagliando ciò che appariva superfluo, rendendo, così, la narrazione fluida e, a tratti, divertente.

Il risultato è una commedia malinconica, che attraverso le vite dei protagonisti scandaglia alcuni dei problemi che affliggono la società contemporanea, come la scarsa empatia, la limitata condivisione (ovviamente non quella social), la sindrome da stress lavorativo, la dipendenza da smartphone e da agende elettroniche; ma forse, ancor di più, “Se mi vuoi bene” oltre a intrattenere gli spettatori riesce anche a fargli prendere consapevolezza del fatto che “La cosa difficile non è voler bene a qualcuno, ma è fargli del bene” (cit.).

Partendo da questa intuizione il cineasta, avvalendosi di un cast di attori/amici (alcuni dei quali già visti in Ex) racconta la storia di Diego (Claudio Bisio) un avvocato depresso, che dopo un suicidio fallito e un incontro provvidenziale con Massimiliano (Sergio Rubini), proprietario di un fantomatico negozio di “CHIACCHIERE”, ed Edoardo (Flavio Insinna), decide di reagire cercando di aiutare le persone a cui vuole più bene: il fratello Alessandro (Gian Marco Tognazzi), la mamma Olivia (Valeria Fabrizi), il papà Paolo (Memo Remigi), la figlia Laura (Lorena Cacciatore), l’amica Loredana (Lucia Ocone), l’ex moglie Giulia (Maria Amelia Monti) e una coppia di amici Luca (Dino Abbrescia) e Simona (Susy Laude).

Nonostante i buoni propositi Diego cambierà le vite dei suoi cari in peggio, creando delle vere e proprie catastrofi, e solo alla fine si renderà conto, grazie al personaggio interpretato da Rubini, il più poetico e riuscito del film, che ciò che serve per sistemare davvero le cose è l’amore.

Qualche chicca:

  • Il negozio di chiacchiere, PURTROPPO, non esiste nella realtà, ma è un luogo/non luogo chiave di due romanzi di Fausto Brizzi ” Cento giorni di felicità” e ” Se mi vuoi bene”;
  • le rage room (chi vedrà il film capirà), per fortuna, hanno preso piede anche in Italia: da provare assolutamente!
  • “Se mi vuoi bene” segna il debutto al cinema di Memo Remigi.

(Se mi vuoi bene, di Fausto Brizzi, 2019, commedia drammatica, 100’)

Autore dell'articolo: moviedigger