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JOHN WICK 3 – PARABELLUM | Recensione

Torna John Wick per il terzo capitolo della saga cinematografica sul killer spietato interpretato da Keanu Reeves. Dopo essersi ritirato due volte ed essere stato costretto altrettante volte al ritorno – prima per vendetta, poi per onorare un debito – in Parabellum Wick si trova a dover scappare da tutti per la sua sopravvivenza.

Il secondo film della serie si concludeva con l’omicidio del boss mafioso Santino D’Antonio nel territorio inviolabile dell’Hotel Continental. Per avere infranto le regole, John Wick viene scomunicato e messo ai margini del mondo degli assassini, anzi: sulla sua testa arriva una taglia da 15 milioni di dollari che mette tutti sulle sue tracce. Questo terzo film parte esattamente da dove si interrompeva il secondo, con il killer in fuga e alla ricerca di un espediente per sopravvivere. Finirà in un teatro gestito dai russi, poi in Marocco, prima di fare ritorno a New York con una scia di cadaveri alle spalle.

Nel 2014 il primo film della saga di John Wick aveva fatto immaginare una nuova vita per i film di azione classici. Sei anni prima Liam Neeson aveva dato il suo contributo con Taken – Io vi troverò, mentre in contemporanea a John Wick arrivava in sala Denzel Washington con The Equalizer.

È un nuovo bacino cinematografico in cui attori più o meno grandi in età non più verdissima possono immergersi come nuovi protagonisti del cinema d’azione in una strana continuità con i campioni dei film muscolari anni Ottanta.

Rispetto a questa tendenza, la saga di John Wick ha avuto la capacità e il merito di inventare un nuovo universo narrativo. La New York in cui si muove il protagonista è retta da società segrete di assassini parallele al mondo normale. C’è un lavoro raro, per il cinema di oggi, di costruzione da zero di un nuovo mondo, senza cercare ispirazione in fumetti o vecchi film. Anzi: è stato John Wick a ispirare una serie di albi illustrati a partire dal 2017.

Oltre a questo, nel primo film il personaggio di Keanu Reeves introduceva il giusto carico di autoironia nel filone del revenge movie e faceva vedere il potenziale coreografico che i due film successivi hanno portato alle estreme conseguenze.

Fedele alla sua professione di stuntman, il regista Chad Staheleski lascia sempre più spazio alle scene di azione, tutte girate dal vivo con gli interventi digitali ridotti al minimo.

John Wick 3 espande ancora il mondo che i primi due film avevano iniziato a far vedere. Vengono introdotti nuovi personaggi affidati ad attori di richiamo, soprattutto Anjelica Huston e Halle Berry, e approfonditi i meccanismi del mondo degli assassini.

A dominare lo schermo sono però le scene d’azione. Il film inizia in fuga, poi arrivano gli scontri: in biblioteca, in un museo di armi, per strada. Il pubblico si diverte e si entusiasma. Wick trova armi sempre nuove (riesce a sistemare gli avversari con un libro e addirittura servendosi di un cavallo come arma) prima di arrivare in Marocco e far decollare il film grazie al connubio con Halle Berry. Seguono altre sparatorie, altri inseguimenti, altre scazzottate.

Keanu Reeves interpreta benissimo l’eroe stanco ma implacabile, incarna il mito che John Wick rappresenta nel mondo degli assassini con eleganza e credibilità, ma più di due ore di combattimenti sono troppe, anche per gli appassionati più convinti. John Wick 3 – Parabellum finisce per annoiare appena dopo aver iniziato a divertire davvero. È un peccato.

Molti elementi del film lasciano intendere seguiti e probabili film o serie tv parallele. Vedremo se riuscirà a sopravvivere alla sua stessa idea di cinema radicale.

(John Wick 3 – Parabellum, di Chad Stahelski, 2019, azione, 130’)

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Autore dell'articolo: moviedigger