c'è tempo

C’È TEMPO | La recensione del nuovo film Walter Veltroni

Di Manuela Saraceno

“C’è tempo”, da oggi in ben 250 sale,  è il primo lungometraggio di pura finzione di Walter Veltroni. Il regista, che ha già sei documentari all’attivo, questa volta si mette in gioco con un piccolo film che fa l’occhiolino al cinema di formazione e che si presenta come una fiaba dotata di estrema delicatezza. Stefano (Stefano Fresi) e Giovanni (Giovanni Fuoco) – alla sua prima esperienza attoriale –  interpretano due fratelli, molto diversi tra loro, sia dal punto di vista fisico che anagrafico, ma soprattutto sociale.

Stefano è un precario che, per tirare a campare, svolge due lavori bizzarri ma allo stesso tempo poetici: l’osservatore di arcobaleni e il manutentore di uno specchio posto su una montagna con lo scopo di illuminare la piazza del paese antistante (Viganella), che altrimenti resterebbe tra le tenebre per molti mesi l’anno. Giovanni ha 13 anni, proviene da una famiglia ricchissima, è un cinefilo e, nonostante la sua giovane età, sembra il fratello maggiore. I due protagonisti, a causa di un tragico evento, sono costretti a intraprendere un viaggio in cui  impareranno a conoscersi e a scoprirsi non solo a vicenda, ma anche intimamente.

Nonostante la narrazione appaia, a volte, incompiuta e alcune scene non garantiscano una continuità all’azione – pecche da ricondurre, secondo chi scrive, a una certa inesperienza di Veltroni dietro la macchina da presa, ma ancor di più, forse, alla bramosia di raccontare che caratterizza ogni esordiente – l’opera, avvolta da una leggerezza quasi fanciullesca, regala  agli spettatori l’insegnamento che dall’incontro tra diversità possono nascere solo grandi meraviglie e perfino… un doppio arcobaleno.

Veltroni/regista è ancora agli inizi, ma…si farà. C’E’ TEMPO…

ALCUNE CHICCHE:

– Il film pullula di omaggi al grande cinema: Scola, Fellini, Bertolucci, Truffaut. Veltroni ha dichiarato che ve ne sono  più di 50. VI INVITIAMO A SCOVARLI !!!

–  Jean Pierre Leaud (Antoine Doinel nei film di  Truffaut), ha concesso al regista un emozionante cameo;

–  il pallone super santos che viene calciato in aria da Giovanni a San Casciano e che atterra a Parigi richiama la poesia  “Splendessero lanterne” di Dylan Thomas;

– la battuta “Passami il sale” pronunciata in una scena del film è stata scelta da Veltroni per ricordare Clara Sereni e il suo omonimo romanzo;

–  “Per questo mi chiamo Giovanni” il  libro di Luigi Garlando che Giovanni prende in mano mentre prepara la valigia  è un tributo a Giovanni Falcone;

– “Staccando l’ombra da terra”  il libro che Simona Molinari legge alla Corte degli Angeli di Busseto rende omaggio a Daniele Del Giudice.

– Il gelato arcobaleno, un must degli anni 80 (almeno così dicono), torna in produzione grazie al film e accompagnerà l’estate del 2019 così come ha fatto con quella del 1982.

– il paese piemontese Viganella ha davvero  il suo specchio “magico”.

– Le canzoni inedite  del film :”Parlami” di Simona Molinari (che conosciamo in veste di  cantante jazz e qui scopriamo anche attrice); “Almeno pensami” il brano inedito di Lucio Dalla portato a Sanremo da Ron ma cantato nel film proprio dalla voce di Dalla; “Sempre lo stesso, sempre diverso”  de Lo Stato sociale;

– Le musiche sono del maestro Danilo Rea ( a cui Veltroni si è sempre affidato per la colonna sonora dei suoi documentari);

– e in ultimo, ma non per importanza, il titolo del film rende omaggio  all’omonima bellissima canzone di Ivano Fossati.

(C’è tempo, di Walter Veltroni, commedia, 2019, 107’)

Autore dell'articolo: moviedigger