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ARRIVEDERCI PROFESSORE | Recensione della commedia dolceamara con Johnny Depp

È difficile giudicare l’ultima interpretazione di Johnny Depp in Arrivederci professore senza tenere conto della sua turbolenta vita privata che per forza di cose influisce sul suo “precario” lavoro. Detto questo, la commedia dal sapore amaro di Wayne Roberts arriva al momento giusto dando all’attore la possibilità di svestire il costume da pirata di Jack Sparrow e mostrare tutto il proprio talento.

Depp è un brillante professore di letteratura, di nome Richard, che ha appena ricevuto una notizia sconvolgente: cancro allo stadio terminale. Gli rimangono sei mesi di vita. Il titolo originale del film Richard Says Goodbye non lascia molto spazio alla fantasia. La fine della storia è già scritta ma quello che più ci interessa è il percorso tracciato.

In un primo momento, almeno, sembra che il regista Wayne Roberts (Katie Says Goodbye, allora è un vizio!) provi a tutti i costi ad allontanarsi dai cliché del genere drammatico che un film come questo porta con sé.

Richard non ha interesse a espiare i propri peccati e a piangersi addosso; anzi si diverte a fare quello che vuole e a essere brutalmente onesto sia a casa, dove lui e sua moglie (la fantastica Rosemarie DeWitt) si sono allontanati anni fa, sia in classe con i suoi studenti, tenendo lezioni di vita all’aperto (immancabili gli occhiali da sole di rito) e al pub bevendo e fumando (sempre con gli occhiali da sole manco fosse il Drugo). 

A poco a poco, il suo obiettivo dichiarato di una mascolinità vecchio stile comincia a somigliare alla crisi di mezza età di Kevin Spacey in American Beauty, ma Depp con sincerità e autoironia (e un certo fascino) svela l’inganno del suo lungo letargo, e in quei momenti così ironici e divertenti sembra tornare ai fasti di un tempo. Quando però si alza in piedi e si rivolge ai suoi colleghi e amici per trasmettere l’insegnamento più importante – cogli l’attimo prima della fine (il carpe diem de L’attimo fuggente) – il film perde di originalità e smarrisce la retta via, virando in maniera ingiustificata nel melodramma.

Zoey Deutch interpeta il ruolo – a dire il vero non troppo impegnativo – della tipica studentessa universitaria che non va oltre al compitino che gli è stato assegnato in sceneggiatura, mentre Danny Huston, il miglior amico del professore, è il motore emotivo della storia e ci regala tanti momenti esilaranti (anche se poco credibili) e alcuni commoventi.

Ma tutto questo fa parte di uno spettacolo individuale, e visto l’incerto futuro della carriera di Depp (allontanato recentemente dalla saga de I Pirati dei Caraibi), il film dovrebbe essere intitolato Johnny Says Goodbye, con la speranza nel cuore di essere smentiti al più presto.

(Arrivederci professore, di Wayne Roberts, 2019 USA, drammatico, 90’)

Autore dell'articolo: moviedigger