world war z

WORLD WAR Z 2: torniamo a parlare del sequel

Paramount rispolvera l’adattamento del romanzo di Max Brooks affidando la regia a Edward Berger e sperando nel ritorno di Brad Pitt

L’invasione dei morti viventi non si è mai veramente fermata e Hollywood ha deciso di dare una nuova possibilità ad uno dei blockbuster più sottovalutati della sua recente storia. Tra il ritorno sul grande schermo di saghe storiche e il continuo successo delle storie a tema infetti, la Paramount Pictures ha inaspettatamente rispolverato un progetto che in molti consideravano ormai definitivamente sepolto. A tredici anni dall’uscita del primo capitolo, il sequel di World War Z è pronto a fare il suo ritorno in grande stile, riportando sulla scena sia il suo protagonista originale sia un nuovo regista di altissimo profilo.

Brad Pitt tornerà infatti a vestire i panni di Gerry Lane, l’ex investigatore delle Nazioni Unite capace di trovare l’origine dell’epidemia che aveva messo in ginocchio l’umanità. Ad affiancarlo dietro la macchina da presa non ci sarà più Marc Forster, bensì Edward Berger, il regista di Niente di nuovo sul fronte occidentale e Conclave. La sceneggiatura è stata affidata a Dennis Kelly, il creatore della serie Utopia. Resta da capire come la storia di questo secondo capitolo si riallaccerà al primo film, considerato che nel finale la razza umana sembrava aver trovato il modo di risolvere il problema “apocalisse zombie”.

L’uscita del film originale nel 2013 fu segnata da una produzione abbastanza turbolenta, con un terzo atto completamente riscritto in corsa che fece schizzare il budget oltre i duecento milioni di dollari. Nonostante i pronostici sfavorevoli, la pellicola riuscì a incassare oltre 500 milioni di dollari, diventando un enorme successo commerciale. Negli anni successivi diversi grandi autori hanno tentato di dare un seguito a World War Z, da J.A. Bayona fino a David Fincher, la cui versione sfumò a un passo dall’inizio delle riprese. Questa volta l’epidemia sembra davvero pronta a diffondersi di nuovo nelle sale di tutto il mondo e noi non possiamo che esserne felici.

Fonte: link