Uno sbirro in Appennino debutta in prima serata su Rai 1 portando con sé il profumo resinoso dei boschi e il silenzio dei borghi che resistono al tempo. Prodotta da Picomedia in collaborazione con Rai Fiction, questa nuova serie non è solo l’ennesimo poliziesco italiano, ma un viaggio intimo in un territorio spesso ignorato dalle grandi produzioni: l’Appennino emiliano. Sotto la regia di Renato De Maria, la narrazione si spoglia della frenesia metropolitana per immergersi nei ritmi lenti e magnetici di Muntagò, un paese immaginario che diventa simbolo di un’intera anima popolare.
Un ritorno alle proprie radici
Al centro del racconto troviamo Vasco Benassi, interpretato da un Claudio Bisio capace di dosare ironia e malinconia. Benassi è un commissario dal curriculum brillante che, a causa di un errore professionale, si ritrova vittima di un trasferimento “punitivo” proprio lì dove tutto è iniziato: la sua casa d’infanzia. Muntagò lo accoglie con la sua bellezza aspra e il problema dello spopolamento, costringendolo a confrontarsi con i fantasmi di ciò che si era lasciato alle spalle.
La sceneggiatura di Fabio Bonifacci trasforma l’indagine poliziesca in un pretesto per esplorare le relazioni umane. Il ritorno di Vasco non è solo professionale, ma un terremoto emotivo che coinvolge la cugina Gaetana (Elisa D’Eusanio), ispettrice del posto, e il marito di lei, Bruno (Ivan Zerbinati), vecchia nemesi sentimentale del commissario. Ma è l’incontro con Nicole Poli (Valentina Lodovini) a dare alla serie una venatura romantica e complessa: primo amore platonico di Vasco, Nicole è oggi la sindaca di Bologna, una donna solitaria e determinata che condivide con il protagonista lo stesso peso delle esperienze passate.
La squadra investigativa
Mentre Vasco cerca di riadattarsi alla vita di provincia, la serie apre uno scorcio sulle nuove generazioni. La giovane poliziotta partenopea Amaranta (Chiara Celotto) arriva a Muntagò portando una ventata di energia e la stessa “tigna” investigativa di Benassi. Il loro rapporto evolve rapidamente in quella che il regista definisce una “genitorialità dell’anima”: Vasco vede in lei la figlia mai avuta o, forse, lo specchio della propria giovinezza.
Parallelamente, i giovani Macchio e Magico portano sullo schermo i tormenti dell’adolescenza in un borgo montano, restando stregati proprio dal fascino della nuova arrivata Amaranta. Tra inseguimenti a criminali pericolosi e cene in famiglia, Uno sbirro in Appennino riesce a tessere una trama dove il delitto è solo una parte del puzzle, mentre il vero mistero da risolvere resta il cuore dei suoi protagonisti.

Quando e dove vederlo
Sostenuta dalla Regione Emilia-Romagna, l’appuntamento con la fiction è per giovedì 9 aprile in prima serata su Rai 1, per un totale di quattro serate. Per chi preferisce la visione in streaming, il primo episodio è già disponibile in anteprima su RaiPlay, offrendo l’occasione perfetta per iniziare a scoprire le atmosfere di Muntagò prima del debutto televisivo.


