L’immagine che abbiamo della leggenda di Robin Hood sta per cambiare radicalmente. Hugh Jackman è il fuorilegge rude e selvaggio della foresta di Sherwood per il nuovo film A24, The Death of Robin Hood, scritto e diretto da Michael Sarnoski, il regista di Pig e di A Quiet Place: Day One. Domani potremo apprezzare anche il trailer.
La pellicola, che arriverà nelle sale nel 2026, si allontana dalla visione romantica e fiabesca dei precedenti adattamenti cinematografici per abbracciare una visione più cruenta e drammatica del mito. La prima foto ufficiale mostra un Robin Hood mai visto prima: un uomo vecchio, pieno di cicatrici che porta il peso di una vita vissuta duramente, e che si ritrova a riflettere sul proprio passato.
L’attore australiano ha parlato così del suo ruolo: “Ciò che amo così tanto della visione di Mike è che la sceneggiatura trasmette potenza ed esamina come il potere possa essere usato per il bene o per il male. Robin Hood è un uomo vero nella nostra storia. Con tutte le cicatrici, il dolore, il rimpianto e, sì, l’amore. La storia di Mike ha un peso, ed è bellissima e umana.”
Sarnoski intende esplorare l’ambiguità morale di questo eroe leggendario, mettendo in discussione il ben noto detto: “rubava ai ricchi per dare ai poveri.” “Era un fuorilegge assassino che ha fatto molte cose orribili ed era una specie di mostro,” ha spiegato il regista. “Ma ha vissuto abbastanza a lungo da veder nascere questa leggenda sul proprio conto. Sta cercando di capire cosa prova riguardo all’essere ritratto come un eroe quando sa cosa era veramente.”
Ad affiancare l’attore australiano in questa particolare rivisitazione ci sono Bill Skarsgård e Jodie Comer.
Sarnoski sottolinea che The Death of Robin Hood non è un film d’azione nel senso tradizionale, ma “è probabilmente più intenso di quanto vi aspettiate,” avvicinandosi a un vero e proprio war movie. Descrive i combattimenti come brutali e realistici, ben lontani dai duelli epici di alcuni blockbuster recenti. “Non erano persone che ballavano e facevano scherma. Erano persone nel fango che cercavano di spaccarsi la testa.” Questa descrizione ci ha ricordato molto il bellissimo The Last Duel di Ridley Scott.


