The Blue Road

THE BLUE ROAD, le prime immagini della nuova serie thriller di Netflix tra Corea e Giappone

Il k-drama ha per protagonisti Son Suk Ku e Eita Nagayama e racconta un’indagine transfrontaliera su un serial killer

C’è un cadavere orribilmente sfigurato a Tokyo sul quale è stato lasciato un messaggio con il sangue. La particolarità, oltre alla brutalità del delitto, è la lingua utilizzata: il coreano. Poco dopo, dall’altra parte del mare, un caso speculare sconvolge la Corea del Sud, dove la firma dell’assassino compare invece in caratteri giapponesi. È l’incipit da cui prende le mosse The Blue Road, la nuova serie thriller targata Netflix in arrivo sulla piattaforma il 20 novembre, di cui diffondiamo in anteprima anche il teaser trailer in italiano.

Tratta da un popolare manhwa (i fumetti originari coreani), la serie segue le indagini congiunte di due detective costretti a collaborare per dare la caccia a uno spietato serial killer che opera in entrambi i Paesi. A dare il volto ai due protagonisti sono il coreano Son Suk-ku (già apprezzato in produzioni di successo come A Killer Paradox e Il diario della mia libertà) nel ruolo di Kang Chung-do, e il giapponese Eita Nagayama (Nodame Cantabile e Unnatural) nel ruolo dell’investigatore Inose. Accanto a loro, troviamo Kim Shin-rok (Hellbound, Sweet Home), Choi Sung-eun (The Sound of Magic) e Jung Jae-young.

Oltre a mettere a dura prova i due protagonisti — costretti a districarsi tra metodologie d’indagine diverse e ostacoli burocratici — la serie ha rappresentato un’intensa sfida produttiva anche dietro le quinte. A raccontarlo è stato lo stesso regista e sceneggiatore Han Jun-hee durante una masterclass organizzata da Netflix al Busan International Film Festival, dove The Blue Road è stata presentata in anteprima nella sezione On Screen.

Han, già autore del fortunato D.P. e produttore di Weak Hero, ha spiegato come le riprese abbiano richiesto una continua collaborazione e mediazione tra la troupe coreana e quella giapponese: «Le maestranze coreane sono estremamente veloci e flessibili, mentre i team giapponesi sono meticolosi e pianificano ogni dettaglio nei minimi particolari. Nessun metodo è migliore dell’altro, sono semplicemente diversi. All’inizio ci sono stati incomprensioni, ma abbiamo imparato molto gli uni dagli altri fino a trovare un equilibrio perfetto».

Per Han Jun-hee, la scelta di affrontare una produzione transfrontaliera rientra in una precisa filosofia di racconto che rifiuta le formule troppo consolidate. «Perché qualcosa sia interessante, ci dev’essere un elemento di rischio», ha sottolineato il regista. «Cercare di andare sempre sul sicuro, specialmente nel contesto audiovisivo coreano, è di per sé il rischio più grande».

Con The Blue Road, Netflix scommette dunque su un crime story cupo e ad altissima tensione che promette di coniugare il ritmo del thriller coreano con la cura formale del poliziesco giapponese. Il risultato finale lo scopriremo il 20 novembre solo su Netflix.