Scritto e diretto dal giovane regista britannico George Jaques, il film d’apertura della 56ª edizione del Giffoni Film Festival
Sunny Dancer, uno dei titoli internazionali più attesi della prossima stagione cinematografica, arriverà nei cinema italiani il prossimo 2 settembre distribuito da 01Distribution. Prima però avrà l’onore di aprire la 56ª edizione del Giffoni Film Festival. La pellicola di George Jaques si distingue per il tono spiccatamente ironico e irriverente, capace di affrontare il tema della crescita e della resilienza con leggerezza, energia e una sensibilità contemporanea.
Il 17 luglio saranno presenti al festival il regista George Jaques e la protagonista Bella Ramsey (The Last of Us, Game of Thrones) tra le interpreti più affermate della sua generazione e protagonista di alcune delle più rilevanti produzioni degli ultimi anni.
La diciassettenne Ivy è determinata a lasciarsi alle spalle etichette, compassione e discorsi motivazionali. Per questo l’ultima cosa che desidera è trascorrere l’estate in un camp per ragazzi sopravvissuti al cancro, dove viene mandata controvoglia dai genitori. Ma tra fughe notturne, primi amori, amicizie improbabili e regole da infrangere, quello che sembra il peggior incubo si trasforma nell’estate che le cambierà la vita.
Sunny Dancer è un coming-of-age irriverente e pieno di cuore, un inno alla giovinezza, all’amicizia e alla voglia di vivere ogni momento senza rimpianti.
Nei ruoli principali figurano infatti Bella Ramsey, famosa per The Last of Us e Game of Thrones, James Norton (Happy Valley, Bob Marley: One Love), Neil Patrick Harris (How I Met Your Mother), Jessica Gunning (recentemente apprezzata nella serie di successo Baby Reindeer), Earl Cave e il debuttante Daniel Quinn-Toye.
Dietro la macchina da presa c’è George Jaques, giovane regista, sceneggiatore e produttore britannico che ha curato sia la regia sia la sceneggiatura del lungometraggio. Jaques, che ha debuttato alla regia cinematografica con il film Black Dog (presentato al London Film Festival), è conosciuto nel Regno Unito anche per il suo lavoro a teatro con la compagnia Ferodo Bridges e per la sua attenzione verso le storie che mettono al centro le esperienze e i disagi della Generazione Z.


