Il film di Rob Reiner compie quarant’anni e torna nei cinema italiani per tre giorni. Nacque tra mille scetticismi, un cambio di regista all’ultimo minuto e un set in cui quattro preadolescenti fecero un sacco di disastri
Ci sono film che col tempo smettono di essere semplicemente dei film e diventano una specie di rito di passaggio collettivo, sia per chi li guarda sia per chi li ha fatti. Stand by Me – Ricordo di un’estate appartiene a questa categoria in modo quasi didascalico. Uscito nei cinema americani nell’agosto del 1986, il capolavoro di Rob Reiner compie quarant’anni e, grazie a un’iniziativa di Nexo Studios, torna nelle sale italiane in versione restaurata 4K (qui potete sfruttare il nostro coupon sconto).
La storia la ricordano quasi tutti: nell’estate del 1959, in una cittadina fittizia dell’Oregon chiamata Castle Rock, quattro ragazzini di dodici anni – Gordie, Chris, Teddy e Vern – scoprono che da qualche parte nei boschi c’è il corpo di un loro coetaneo scomparso, investito da un treno. Decidono di mettersi in cammino a piedi lungo i binari della ferrovia per trovarlo, convinti che diventare quelli che scoprono un cadavere li trasformerà in eroi locali.
Dietro la linearità della trama – tratta da Il corpo, un racconto lungo di Stephen King contenuto nella raccolta Stagioni diverse – la produzione del film fu tortuosa e piena di aneddoti notevoli, molti dei quali spiegano perché il risultato finale sia rimasto così impresso nella memoria culturale. Ne abbiamo messi insieme alcuni tra i più significativi.
Il cambio di regista all’ultimo minuto
Inizialmente il film non doveva essere diretto da Rob Reiner. La casa di produzione Embassy Pictures aveva affidato la regia ad Adrian Lyne, che quell’anno era sulla cresta dell’onda per il successo di Flashdance e stava per girare 9 settimane e mezzo. Lyne, tuttavia, era esausto e chiese una pausa prolungata. Fu allora che subentrò Reiner, che modificò profondamente l’approccio alla storia: decise che il vero protagonista doveva essere Gordie (interpretato da Wil Wheaton) e il suo rapporto terapeutico con la scrittura, e non l’intero gruppo in modo indistinto.

A due giorni dall’inizio delle riprese, la Embassy Pictures venne venduta alla Coca-Cola, che decise di cancellare il progetto ritenendolo privo di potenziale commerciale. Il film fu salvato dall’intervento personale del produttore Norman Lear, che finanziò di tasca propria gli 8 milioni di dollari necessari per completare l’opera. Inoltre, i dirigenti decisero di cambiare il titolo originale (The Body) in Stand by Me, prendendo il nome dalla celebre canzone di Ben E. King del 1961, per evitare che il pubblico lo scambiasse per un horror o per un film pornografico.

La gestione dei quattro protagonisti (e i loro disastri)
Una delle ragioni per cui il film funziona è l’autenticità del legame tra i quattro giovani attori: Wil Wheaton, River Phoenix, Corey Feldman e Jerry O’Connell. Per fare in modo che sembrassero davvero amici da sempre, Rob Reiner li portò sul set in Oregon due settimane prima dell’inizio delle riprese e li lasciò liberi di frequentarsi e fare giochi di ruolo.
Il risultato fu fin troppo efficace. I quattro ragazzi iniziarono a comportarsi esattamente come i loro personaggi. Wil Wheaton, River Phoenix e Jerry O’Connell arrivarono a inzuppare i vestiti di Corey Feldman nella birra per fare in modo che emanassero il cattivo odore tipico del padre alcolizzato del suo personaggio, Teddy. Inoltre, Jerry O’Connell – il più giovane del gruppo, all’epoca undicenne – una sera eluse la sorveglianza della babysitter, comprò dei biscotti farciti alla marijuana a una fiera locale e si intossicò involontariamente, costringendo la produzione a ritardare le riprese finché non si fu ripreso.
Sigarette di lattuga e pianti indotti
Nel film i protagonisti fumano spesso. Rob Reiner, che era un convinto sostenitore delle campagne antifumo in California, si rifiutò categoricamente di far utilizzare tabacco a dei minori. Per questo motivo, la produzione fece fabbricare delle sigarette speciali composte interamente da foglie di lattuga essiccate. Wil Wheaton raccontò anni dopo che il sapore era “assolutamente terribile”, ma servì allo scopo.
In altre occasioni, Reiner dovette usare metodi piuttosto duri per ottenere le reazioni emotive necessarie. Nella celebre scena in cui i quattro ragazzi scappano sul ponte ferroviario inseguiti dal treno, Wheaton e O’Connell non riuscivano a mostrare il giusto livello di terrore (il treno, peraltro, era distante ed era fatto sembrare vicino grazie a un gioco di lenti focali). Dopo diversi ciak falliti, Reiner perse la pazienza e urlò contro di loro dicendo che stavano mettendo a rischio la vita della troupe e che se non avessero fatto sul serio si sarebbe arrabbiato moltissimo. I due ragazzini scoppiarono a piangere dal vero per lo spavento, e Reiner ordinò immediatamente di girare.
Allo stesso modo, per la drammatica scena in cui Chris Chambers scoppia a piangere parlando del furto dei soldi della scuola, Reiner chiese a River Phoenix di pensare a un momento della sua vita privata in cui un adulto di cui si fidava lo aveva profondamente deluso. Phoenix si immedesimò a tal punto che, anche dopo lo “stop” del regista, continuò a piangere a dirotto e dovette essere consolato dall’abbraccio dello stesso Reiner.
Sanguisughe artificiali e la reazione di Stephen King
Un altro aneddoto ricorrente riguarda la scena della palude, in cui i ragazzi si accorgono di essere coperti di sanguisughe. La palude visibile nel film non era naturale: la produzione, preoccupata per le infezioni e per la presenza di parassiti reali, fece scavare un grande bacino artificiale all’interno dei boschi un mese prima delle riprese, riempiendolo di acqua pulita. Tuttavia, nei giorni successivi il bacino si riempì comunque di vegetazione e fango, rendendolo indistinguibile da una vera palude e vanificando parzialmente lo scrupolo igienico iniziale.
Infine, c’è la questione di come la prese Stephen King. Lo scrittore era notoriamente molto critico nei confronti degli adattamenti cinematografici dei suoi libri (l’esempio più celebre è il suo totale rifiuto dello Shining di Stanley Kubrick). Reiner organizzò una proiezione privata per King in una piccola sala cinematografica. Alla fine del film, King era visibilmente commosso, si alzò, si allontanò per qualche minuto e al suo ritorno disse a Reiner che quello era in assoluto il miglior adattamento cinematografico che fosse mai stato tratto da una sua opera, aggiungendo che la storia era profondamente fedele allo spirito autobiografico con cui l’aveva scritta.
Il legame autobiografico
Il racconto originale è fortemente basato sulla giovinezza di Stephen King. La cittadina di Castle Rock è ricalcata su Durham, nel Maine, dove King è cresciuto. Lo scrittore ha spesso dichiarato che il personaggio di Gordie Lachance è quasi interamente autobiografico: anche King, da ragazzino, sentiva il bisogno compulsivo di inventare storie e raccontarle ai suoi amici, e anche lui aveva un rapporto complicato con i genitori, che non consideravano la scrittura un’attività seria o un lavoro reale per il futuro.
Il provino di Jerry O’Connell
Jerry O’Connell ottenne la parte di Vern Tessio quasi per caso. All’epoca era un ragazzino undicenne di New York e si trovava a Los Angeles in vacanza con i genitori. Decise di partecipare alle audizioni aperte per il film semplicemente perché voleva incontrare Rob Reiner, di cui era un grande fan. Reiner racconterà in seguito di averlo scelto perché, a differenza di molti altri giovani attori di Hollywood che cercavano di apparire “carini” o recitavano in modo troppo impostato, O’Connell era l’unico preadolescente in sovrappeso che sembrava completamente a proprio agio con se stesso e mostrava una comicità del tutto spontanea.
La torta di mirtilli e la “festa del vomito”
Una delle scene più memorabili e grottesche del film è il racconto fatto da Gordie sulla gara di mangiatori di torte di mirtilli, che si conclude con un vomito di massa collettivo.
- Per girare quella scena in modo credibile, la produzione non utilizzò normali sostanze chimiche da effetti speciali, ma un composto commestibile a base di purè di patate freddo mescolato con grandi quantità di sciroppo di mirtilli.
- La consistenza e l’odore sul set erano così sgradevoli che la reazione di disgusto degli extra e delle comparse presenti tra il pubblico della fiera fu in gran parte reale.
Le carriere dei ragazzi dopo il film
Rob Reiner mantenne una promessa fatta ai ragazzi durante le riprese: promise loro che il film avrebbe cambiato le loro vite, ma consigliò anche di non perdere i contatti. Nonostante l’enorme successo della pellicola, i quattro attori presero strade radicalmente diverse, rispecchiando in modo quasi profetico la malinconia del finale del film:
- River Phoenix divenne rapidamente uno degli attori più promettenti della sua generazione prima della sua tragica morte nel 1993.
- Corey Feldman divenne un’icona dei film per ragazzi degli anni Ottanta (I Goonies, Generazione perduta).
- Jerry O’Connell continuò a recitare con un buon successo in televisione e al cinema.
- Wil Wheaton scelse una carriera più di nicchia, diventando un punto di riferimento nella cultura pop e nerd (recitando in Star Trek: The Next Generation e interpretando se stesso in The Big Bang Theory).
Il film torna nei cinema italiani l’8, 9 e 10 giugno 2026. L’elenco delle sale è disponibile sul sito di Nexo Studios.

