Esce il 4 giugno la commedia che racconta l’invasione domestica di una squadra di colleghi poco produttivi, con Maccio Capatonda e Sara Lazzaro: Vision Distribution ha già diffuso il poster e il trailer
Vision Distribution ha iniziato a far circolare il materiale promozionale – tra cui il poster ufficiale e il primo trailer – di Smart Working, il primo lungometraggio scritto, diretto e interpretato da Svevo Moltrasio. Il film arriverà nelle sale italiane il prossimo 4 giugno e prova a raccontare, con un tono che oscilla tra la satira sociale e il surreale, una delle trasformazioni più discusse e concrete degli ultimi anni: il lavoro da remoto e la complicata gestione dei confini tra vita privata e professionale.
Chi è Svevo Moltrasio
Per chi frequenta Youtube, quello di Svevo Moltrasio non è un nome nuovo. Romano, classe 1980, Moltrasio ha costruito la sua popolarità e un solido seguito di culto grazie a Ritals, una web-serie lanciata nel 2015 che raccontava con estremo cinismo e molta autoironia la vita degli italiani a Parigi. Insieme a Federico Iarlori, Moltrasio smontava i cliché sugli “expat” e metteva a nudo le nevrosi culturali di chi vive all’estero, accumulando decine di milioni di visualizzazioni.
Prima di arrivare a questa produzione distribuita da Vision, Moltrasio aveva già dato prova di una notevole capacità di iniziativa indipendente. È il caso di Gli Ospiti, un film di genere giallo/noir che Moltrasio ha scritto, diretto e interpretato realizzandolo interamente attraverso una logica di autoproduzione. Il progetto è stato infatti finanziato grazie a una fortunata campagna di crowdfunding, che ha permesso al regista di mantenere il controllo creativo totale sulla pellicola, confermando il legame diretto e fiduciario con la sua “fanbase”.
Dopo quell’esperienza e la pubblicazione del libro Parigi, senza ritorno, Moltrasio approda ora a una distribuzione più ampia, mantenendo però uno stile molto personale: una comicità spesso basata sul contrasto tra l’apparente rispettabilità borghese e l’irruenza di personaggi più istintivi o strampalati. Smart Working rappresenta il suo esordio alla regia di un film per il cinema.
Di cosa parla il film
Il protagonista della storia è Giuliano, interpretato da Maccio Capatonda (che torna al cinema con un ruolo da protagonista “vero” dopo le ultime esperienze un po’ così). Giuliano è un uomo che nello smart working ha trovato la dimensione ideale: lavora meno, rende di più ed è finalmente presente per la sua famiglia. Sua moglie Laura (Sara Lazzaro), un’aspirante scrittrice incinta del loro secondo figlio, condivide con lui questo equilibrio domestico, seppur precario.
La situazione precipita quando l’azienda minaccia di richiamare tutti in ufficio perché i colleghi di Giuliano, al contrario di lui, da casa non combinano nulla. Per evitare di perdere il suo “paradiso”, Giuliano decide di trasformarsi in un improbabile motivatore, cercando di spronare i colleghi più pigri o distratti.
Il piano però gli si ritorce contro: i colleghi iniziano a trasferirsi fisicamente a casa sua per “lavorare insieme”. Tra questi ci sono Stefano (Alessandro Tiberi), un romano fuori sede cronicamente sbadato, e Gianni, un office manager ultrasettantenne in pensione da anni interpretato da Maurizio Nichetti. Quella che doveva essere una soluzione per salvare il lavoro si trasforma in un’invasione domestica fatta di progetti strampalati, disastri continui e una convivenza forzata che metterà a dura prova la sanità mentale del protagonista.


