Narnia: il nipote del mago (Narnia: The Magician’s Nephew), il nuovo adattamento delle Cronache di Narnia diretto da Greta Gerwig, uscirà nei cinema il 12 febbraio 2027 e su Netflix solo il 2 aprile dello stesso anno. La notizia è stata confermata da Netflix attraverso il suo blog Tudum, mettendo fine a mesi di speculazioni sulla strategia distributiva di uno dei progetti cinematografici più ambiziosi e costosi della piattaforma.
Il film non è solo il primo capitolo di un nuovo accordo tra Netflix e la C.S. Lewis Company, ma rappresenta anche un caso particolare per il modo in cui verrà distribuito. Nonostante sia una produzione originale Netflix, il film avrà infatti un’ampia distribuzione cinematografica (inclusi i circuiti IMAX a partire dal 10 febbraio 2027) quasi due mesi prima di approdare in streaming. È una scelta insolita per l’azienda, che solitamente limita le uscite in sala a pochi giorni o a un numero ridotto di schermi, spesso solo per poter concorrere ai premi dei Festival più prestigiosi.
Perché Il nipote del mago?
Il film di Gerwig non ricomincia dal libro più famoso della serie, Il leone, la strega e l’armadio — già adattato da Disney nel 2005 — ma da Il nipote del mago. Cronologicamente è il primo dei sette libri scritti da C.S. Lewis, ma fu pubblicato per sesto nel 1955. Funge da prequel e spiega le origini del mondo magico di Narnia, la nascita del leone Aslan e come la Strega Bianca sia arrivata in quel mondo.
Le riprese principali si sono concluse all’inizio del 2026 a Londra. Secondo le informazioni emerse finora, Gerwig ha scelto di spostare l’ambientazione temporale del racconto dagli anni Quaranta (tipici dei romanzi di Lewis) agli anni Cinquanta, in una Londra segnata dalla ricostruzione post-bellica. Il cast, sebbene non ancora completo in ogni ruolo, include nomi di alto profilo come Meryl Streep, Daniel Craig, Carey Mulligan ed Emma Mackey, quest’ultima nel ruolo della Strega Jadis.
Una novità per Netflix
L’investimento di Netflix su Narnia è enorme, non solo in termini economici ma anche d’immagine. L’azienda aveva acquisito i diritti di tutti e sette i libri della saga nel 2018, un’operazione senza precedenti poiché è la prima volta che un’unica società detiene i diritti dell’intera opera di Lewis.
Affidare la regia a Greta Gerwig — reduce dal successo mondiale di Barbie e candidata più volte all’Oscar per Lady Bird e Piccole Donne — è servito a dare al progetto una credibilità autoriale che mancava agli ultimi adattamenti della saga (gli ultimi due film prodotti da Disney e Fox avevano avuto risultati deludenti al botteghino).
La decisione di concedere al film una “finestra” cinematografica così lunga e ampia suggerisce due cose: la prima è che Netflix riconosce che alcuni titoli hanno bisogno della dimensione del “grande evento” al cinema per generare il valore necessario a giustificare budget superiori ai 200 milioni di dollari; la seconda è che il rapporto di forza tra le piattaforme di streaming e le catene cinematografiche sta cambiando, con una collaborazione più stretta necessaria a contrastare la crisi delle sale.
Il fattore Greta Gerwig
Gerwig ha spiegato in diverse interviste di essere stata molto legata ai libri di Lewis fin da bambina, definendo l’idea di un leone cosmico che crea un mondo attraverso il canto come “una delle immagini più potenti della sua infanzia”. La sua versione di Narnia sembra destinata a essere visivamente molto diversa dalle precedenti, puntando più sull’elemento fantastico e metafisico che su quello puramente dell’avventura action. La colonna sonora è stata affidata a Mark Ronson e Andrew Wyatt, che avevano già lavorato con la regista per le musiche di Barbie.

