Il racconto di un viaggio intimo lungo vent’anni, nato da una promessa fatta nel 2003 con Pietro Taricone ai confini del mondo
Mustang è il nuovo documentario di Kasia Smutniak, che torna alla regia dopo il successo di Mur, opera premiata con il Nastro d’Argento 2024 per il Cinema del Reale. Il film sarà presentato in Concorso nella sezione Progressive Cinema alla 21ª edizione della Festa del Cinema di Roma.
Il documentario, prodotto da Fandango e distribuito nelle sale a novembre dalla stessa casa cinematografica, racconta una storia che si sviluppa lungo l’arco di oltre vent’anni, unendo la memoria personale di un legame spezzato alla storia collettiva di una comunità remota.
La storia comincia nel 2003, quando Kasia Smutniak e Pietro Taricone, all’epoca legati da poco tempo, decisero di intraprendere un viaggio zaino in spalla nel Mustang, una regione isolata del Nepal, allora priva di strade e sospesa nel tempo. Durante quell’esperienza, i due si scambiarono la promessa di ritornare in futuro per fare qualcosa di concreto a tutela della cultura locale. Tuttavia, la scomparsa prematura di Taricone nel 2010 cambiò improvvisamente il corso degli eventi, impedendo loro di completare quel progetto insieme.
Il documentario riprende le fila di quel racconto molti anni dopo, quando la figlia Sophie ritrova i filmati d’archivio di quel primo viaggio e di quelli successivi che Smutniak aveva compiuto insieme a lei quando era bambina. Il film si sviluppa attraverso la voce narrante di Sophie, seguendo un percorso che porta all’incontro con una donna del luogo, Kunzom. Grazie a questo legame, la promessa originaria si concretizza nella costruzione di una scuola che permette ai bambini della regione del Mustang di studiare senza dover abbandonare le proprie famiglie.
Il nucleo tematico dell’opera ruota attorno al concetto di Samsara – il ciclo continuo di nascita, vita, morte e rinascita nella tradizione buddhista – esplorando ciò che resta e si tramanda tra le generazioni quando tutto si trasforma.
Trailer ufficiale
Le parole della regista
“Sono felice e onorata che Mustang venga presentato al pubblico italiano proprio a Roma. Sette anni di lavoro, oltre vent’anni di vita. Ho iniziato a raccontare questa storia senza sapere dove mi avrebbe portata. Mustang mi ha trascinata in un viaggio che si può compiere solo abbandonandosi completamente. Un viaggio profondamente personale, che si è intrecciato con il destino di una comunità e con il suo desiderio di preservare la cultura tibetana. In questo film c’è molto di quello che ho vissuto, delle persone che ho incontrato e di ciò che, negli anni, ho imparato a lasciare andare.”
La produzione e i dettagli tecnici
Il documentario è stato scritto da Kasia Smutniak insieme a Marella Bombini. La produzione è affidata a Domenico Procacci e alla stessa Smutniak per Fandango, in associazione con Luce Cinecittà e la Pietro Taricone Onlus, con il sostegno dell’Unione Buddhista Italiana. L’opera ha inoltre ricevuto il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo del Ministero della Cultura.
Per quanto riguarda il comparto tecnico, la direzione della fotografia è stata affidata a Paolo Pisacane, il montaggio a Ilaria Fraioli e la colonna sonora è firmata dal compositore Lorenzo Tomio. Il montaggio del suono è opera di Gianfranco Marongiu, mentre Eleonora Savi ha ricoperto il ruolo di produttrice esecutiva. Fandango Distribuzione si occuperà del debutto della pellicola nelle sale italiane.
Poster


