Lei che brilla nella battaglia

LEI CHE BRILLA NELLA BATTAGLIA, il primo film di Joséphine Japy

Una storia intima e luminosa, ispirata alla vita della regista, che racconta con delicatezza la disabilità, i legami familiari e il difficile equilibrio tra il desiderio di prendersi cura degli altri e quello di trovare la propria strada

Dopo l’anteprima mondiale all’ultima edizione del Festival di Cannes, arriva nelle sale italiane il 3 dicembre con Wanted Cinema Lei che brilla nella battaglia (Qui brille au combat), emozionante esordio alla regia dell’attrice francese Joséphine Japy, con Mélanie Laurent, Pierre-Yves Cardinal, Angelina Woreth e Sarah Pachoud.

Un film intenso e profondamente umano, che affronta il tema della disabilità attraverso lo sguardo di una famiglia e, soprattutto, attraverso il legame tra due sorelle. La scelta di portarlo al cinema proprio il 3 dicembre, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, assume un significato particolare per un’opera capace di raccontare una realtà spesso poco rappresentata sul grande schermo, senza rinunciare alla complessità, alla tenerezza e alla vitalità dei suoi protagonisti.

Ispirato alla vita della regista

Marion ha diciassette anni e si trova in quel momento della vita in cui tutto sembra ancora possibile. Tra la scuola, le amicizie, i primi amori e il desiderio di indipendenza, cerca di immaginare il proprio futuro. Ma la sua quotidianità è profondamente intrecciata a quella della sorella minore Bertille, affetta da una rara sindrome genetica che comporta una disabilità complessa e importanti difficoltà nella comunicazione. In casa, ogni gesto e ogni decisione devono confrontarsi con le esigenze di Bertille, mentre i genitori Madeleine e Gilles cercano, ciascuno a modo proprio, di tenere insieme gli equilibri familiari. Marion ama profondamente sua sorella, ma sente anche il bisogno di crescere, di vivere esperienze proprie e di conquistare uno spazio nel mondo. Un desiderio naturale che si accompagna a sentimenti contraddittori, difficili da confessare persino a sé stessa.

Ispirato alla storia personale di Joséphine Japy e al rapporto con sua sorella Bertille, Lei che brilla nella battaglia affronta con straordinaria sensibilità la sindrome di Phelan-McDermid, una rara condizione genetica che può comportare disabilità intellettiva, difficoltà motorie e un linguaggio verbale molto limitato o assente. La regista ha conosciuto il nome della sindrome che interessa sua sorella soltanto dopo ventidue anni, un momento decisivo che ha fatto nascere in lei l’esigenza di trasformare la propria esperienza in cinema. Insieme allo sceneggiatore Olivier Torres, Japy ha costruito un racconto personale di finzione che supera la dimensione autobiografica per interrogarsi su cosa significhi crescere all’interno di una famiglia in cui l’amore convive con la fatica, la responsabilità e la necessità, talvolta dolorosa, di imparare a lasciarsi andare.

Lontano da ogni forma di pietismo o sentimentalismo, il film sceglie di raccontare la disabilità senza edulcorarne le difficoltà, ma senza ridurre Bertille alla sua condizione. La giovane è una presenza viva, imprevedibile, capace di esprimersi attraverso il corpo, i gesti, i suoni e una forma di comunicazione che va oltre le parole.

Trailer italiano

Il cast e la regia

A dare corpo e intensità a questa storia è un cast di grande sensibilità, guidato da Mélanie Laurent nei panni di Madeleine, una madre determinata che ha riorganizzato la propria esistenza intorno alle necessità della figlia, senza perdere la propria vitalità. Al suo fianco Pierre-Yves Cardinal interpreta Gilles, un padre diviso tra le responsabilità economiche e il desiderio di essere più presente nella vita familiare. Angelina Woreth dà volto alle inquietudini e alle contraddizioni dell’adolescente Marion, mentre Sarah Pachoud offre un’interpretazione fisica e intensa di Bertille, costruita attraverso un accurato lavoro sui movimenti, sulla gestualità e sulle vocalizzazioni. Il risultato è un racconto corale che trova la propria forza soprattutto nei dettagli e nelle relazioni tra i personaggi.

Con una regia misurata, capace di alternare realismo e suggestioni poetiche, Joséphine Japy firma un’opera prima di rara delicatezza, che rifiuta le scorciatoie emotive per cercare autenticità in ogni sguardo e in ogni gesto. Un film che parla di disabilità, ma anche di adolescenza, maternità, amore e libertà, ricordando come il desiderio di vivere pienamente la propria esistenza possa convivere con la responsabilità e con l’amore verso chi ci è accanto.

Quando e dove esce

Lei che brilla nella battaglia sarà al cinema dal 3 dicembre con Wanted Cinema, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità.

Poster