Ricchi… da morire – Delitti in famiglia

La recensione di RICCHI DA MORIRE – DELITTI IN FAMIGLIA di John Patton Ford

Il nuovo film con Glen Powell e Margaret Qualley prova a rifare un grande classico della commedia nera, ma si ferma a metà strada tra la satira sociale e il thriller prevedibile

Classificazione: 2.5 su 5.

Ricchi… da morire – Delitti in famiglia (How to Make a Killing), il nuovo film diretto dal debuttante John Patton Ford con protagonista assoluto Glen Powell, arriva nei cinema italiani il 17 giugno distribuito da Lucky Red. Sulla carta, l’operazione aveva tutti gli elementi per funzionare anche sul grande schermo: sette eredi, una fortuna da 28 miliardi di dollari, nessun testimone e una trama che si propone come un avvincente thriller e una divertente commedia nera. L’obiettivo dichiarato è quello di unire vendetta, satira sociale e puro intrattenimento, giocando e ribaltando le aspettative dello spettatore che viene trascinato in una spirale che mette in discussione il confine tra giusto e sbagliato. Il problema principale del film è che questa dichiarazione d’intenti rimane in gran parte incompiuta.

La storia è un libero rifacimento di Sangue blu (Kind Hearts and Coronets), il classico della commedia nera degli Ealing Studios del 1949. Dove l’originale britannico usava l’ironia affilata come un bisturi per smontare l’aristocrazia dell’epoca, Ricchi… da morire sposta l’azione nella New York di oggi e prova a fare lo stesso con il privilegio e il potere di una dinastia di super-ricchi. Il protagonista, Becket Redfellow, scopre di essere escluso dall’eredità di famiglia a causa del passato di sua madre che si era allontanata dalla famiglia per amore e decide di rimediare eliminando uno a uno i sette parenti che lo precedono nella linea di successione.

La prima metà del film funziona discretamente, soprattutto grazie a una serie di “incidenti” elaborati con una certa freddezza che trascinano lo spettatore dentro la spirale cinica del protagonista. I primi omicidi dei cugini, tra broker di Wall Street e personaggi grotteschi della New York bene, hanno il ritmo e il tono giusto tipico delle dark comedy che coinvolgono. Poi, però, il meccanismo si inceppa. Per reggere un racconto del genere serve un tono decisamente spietato o una satira sociale molto più pungente di quella che John Patton Ford sembra disposto a mettere in scena.

Il film cerca di far convivere la farsa assurda con il dramma morale e sentimentale, finendo per non essere abbastanza cattivo come thriller né abbastanza divertente come commedia né abbastanza triste come dramma. Le soluzioni trovate dalla sceneggiatura per farla franca diventano via via meno credibili e accettabili dal pubblico, ignorando dettagli elementari e dinamiche investigative reali e basilari, il che depotenzia la tensione accumulata e disperde quanto di buono costruito in tutta la prima parte.

Glen Powell, che negli ultimi anni ha dimostrato un’ottima presenza scenica e tempi comici notevoli (come in Hit Man), si trova qui in uno dei ruoli più complessi della sua carriera, ma non sempre supportato dalla scrittura. Il suo Becket è un personaggio ambiguo che oscilla continuamente tra la cinica vendetta, il calcolo spietato, il dilemma morale e una normalità un po’ troppo rassicurante, una scelta che rende difficile per lo spettatore capire fino a che punto empatizzare con la sua scalata sociale. Accanto a lui – sfruttata veramente poco – c’è una sensualissima Margaret Qualley nel ruolo di una femme fatale ambigua e manipolatrice, oltre ad un monumentale Ed Harris che appare sullo schermo per pochi minuti come il capo famiglia dei Redfellow.

Ricchi… da morire – Delitti in famiglia ha il merito di riportare in sala un genere, la commedia nera sulle differenze di classe, che sul grande schermo si vede sempre meno (e forse abbiamo capito anche il motivo). Purtroppo resta una pellicola a metà strada: abbastanza curata dal punto di vista visivo e con un buon ritmo iniziale, ma troppo timida per graffiare davvero e troppo prevedibile nel suo sviluppo per lasciare il segno. Sicuramente un buon film da vedere tra pochi mesi su qualche piattaforma streaming.

(Ricchi… da morire – Delitti in famiglia, di John Patton Ford. 2026, dark comedy, USA, 105′)