La recensione di FUZE – CONTO ALLA ROVESCIA, il crime-thriller europeo di David Mackenzie

Il ritrovamento di una bomba della Seconda guerra mondiale a Londra è il diversivo perfetto per la rapina perfetta

Classificazione: 3 su 5.

Fuze – Conto alla rovescia è, prima di tutto, un film che fa una cosa oggi insolita: dura poco. 97 minuti (è questa la durata della pellicola, titoli di cosa compresi), che per gli standard attuali — ormai stabilmente sopra le due ore — sono quasi un’anomalia. Questa compattezza è probabilmente il suo pregio principale, perché si adatta a una storia che non ha tempo da perdere e che preferisce andare dritta al punto.

Il regista è lo scozzese David Mackenzie, uno che le cose di genere sa come farle, avendo diretto in passato Hell or High Water e il recente Relay – Informazioni pericolose, mentre la sceneggiatura è di Ben Hopkins. L’idea che c’è alla base di Fuze non è per nulla originale: prendere un fatto di cronaca — il ritrovamento di una bomba inesplosa della Seconda Guerra Mondiale nel centro di Londra — e usarlo come un diversivo per compiere una rapina in banca. Mentre la polizia evacua in fretta e furia il quartiere e gli artificieri dell’esercito isolano la zona per disinnescare l’ordigno, un gruppo di rapinatori, nascosti in un appartamento all’interno del perimetro, ne approfitta per muoversi indisturbato e mettere a segno il colpo del secolo.

Il colpo di genio di Mackenzie è quello di raccontare la storia su tre livelli narrativi che procedono paralleli senza mai incontrarsi, almeno fino al colpo di scena finale. In quella militare vediamo l’artificiere Will, interpretato da Aaron Taylor-Johnson, che prova in tutti i modi a disinnescare la bomba ma si ritrova davanti a un ordigno molto più instabile del previsto. Poi c’è la parte crime guidata dall’esperto di diamanti Karalis, a cui presta il volto Theo James affiancato da Sam Worthington, che usa la “zona rossa” come scudo per forzare ed entrare nel caveau della banca. E infine c’è la polizia, con il capo Zuzana, interpretata da Gugu Mbatha-Raw, che cerca di gestire nel modo migliore l’evacuazione di migliaia di persone mentre intuisce che c’è qualcosa che non va.

L’efficacia del film sta nel modo in cui usa il realismo di ciò che accade sul campo come motore della tensione. Non ci sono inseguimenti spettacolari o assurde sparatorie tra le vie e i palazzi londinesi. Tutto è organizzato nei minimi dettagli e ogni parte coinvolta fa il proprio lavoro seguendo le regole e il buon senso. Ovviamente l’imprevisto è sempre dietro l’angolo, altrimenti dove sarebbe il divertimento? Lo sceneggiatore ha raccontato di aver avuto l’idea una decina di anni fa, proprio leggendo le notizie sui blocchi stradali causati dal rinvenimento di vecchi ordigni bellici nelle città. Quello che nel cinema americano si sarebbe trasformato in qualcosa di spettacolare e inverosimile, qui diventa una situazione solo potenzialmente pericolosa che deve essere gestita razionalmente con estrema cautela e organizzazione, procedendo lentamente per step e dando sempre la priorità alla sicurezza delle persone. Ovviamente i criminali sfruttano questa situazione a proprio favore.

Fuze non inventa nulla di nuovo, ma sa cos’è: un crime thriller europeo solido, asciutto e senza fronzoli. La scelta di non inserire sottotrame superflue o spiegazioni inutili permette alla narrazione di rimanere frenetica ma mai frettolosa, mantenendo un ritmo costante che procede privo di alti e bassi senza concedere mai un vero momento di respiro. Per chi cerca un film d’intrattenimento con un ottimo cast che mantenga alta la tensione per un’ora e mezza, è un’opzione più che valida.

(Fuze – Conto alla rovescia, di David Mackenzie. 2025, thriller, USA, 97′)