IL PRIGIONIERO, il film di Alejandro Amenábar sugli anni di prigionia di Miguel de Cervantes

Il regista di The Others e Mare dentro ha raccontato gli anni della prigionia ad Algeri dell’autore del Don Chisciotte: il film uscirà in Italia il 10 giugno

Mercoledì 10 giugno uscirà nelle sale italiane Il prigioniero (El cautivo), il nuovo film del regista spagnolo Alejandro Amenábar. Presentato inizialmente al Festival di Toronto e poi a quello di Torino, il film si concentra su un periodo specifico e meno noto della vita di Miguel de Cervantes: quello in cui l’autore del Don Chisciotte, molto prima di diventare il “padre” della letteratura moderna, fu prigioniero dei corsari ottomani ad Algeri.

Una storia di prigionia

La vicenda è ambientata nel 1575. Cervantes (interpretato da Julio Peña, già visto nello spinoff della Casa di Carta, Berlino) è un giovane soldato della Marina spagnola di ventotto anni. Dopo essere stato ferito in battaglia, viene catturato e portato ad Algeri, allora sotto il controllo dell’Impero ottomano. In quel periodo, Algeri era un centro nevralgico della pirateria nel Mediterraneo e la sorte dei prigionieri dipendeva quasi interamente dal pagamento di un riscatto: chi non poteva permetterselo rischiava la morte o una vita in schiavitù.

Il film di Amenábar racconta come Cervantes, per sopravvivere alla durezza della cella e all’incertezza del futuro, iniziò a utilizzare l’arte del racconto. Le sue storie non servirono solo a dare speranza ai compagni di prigionia, ma attirarono l’attenzione di Hasán, il temuto Bey di Algeri, interpretato da Alessandro Borghi. Tra il carceriere e il prigioniero si instaura un rapporto complesso e ambiguo, mentre Cervantes progetta segretamente un piano per fuggire.

Il ritorno di Amenábar

Alejandro Amenábar è uno dei registi spagnoli più noti a livello internazionale, vincitore del premio Oscar per il miglior film straniero nel 2005 con Mare dentro. Con Il prigioniero, torna a un cinema che mescola la ricostruzione storica con l’indagine psicologica, una formula che in Spagna ha già avuto un notevole successo: il film ha incassato oltre 5 milioni di euro, diventando uno dei titoli più visti del 2025.

La produzione è un esempio di collaborazione europea piuttosto articolata, che coinvolge diverse società spagnole (Mod Producciones, Himenó Ptero, Misent Produzioni) e l’italiana Propaganda Italia, insieme a Netflix, alla televisione pubblica spagnola RTVE e a Rai Cinema. In Italia il film sarà distribuito da Lucky Red.

Perché Cervantes

Cervantes è universalmente noto per aver scritto il Don Chisciotte, pubblicato in due parti tra il 1605 e il 1615, considerato il primo romanzo moderno della storia. Tuttavia, la sua vita reale fu avventurosa e drammatica quanto quella dei suoi personaggi: combatté nella battaglia di Lepanto (dove perse l’uso della mano sinistra, guadagnandosi il soprannome di el manco de Lepanto) e passò effettivamente cinque anni in schiavitù ad Algeri prima di essere riscattato dai padri trinitari e tornare in Spagna.

Il film di Amenábar sceglie di soffermarsi proprio su quegli anni, suggerendo che sia stata proprio quella condizione di privazione e isolamento a formare l’immaginario e la resilienza che avrebbero poi dato vita al suo capolavoro letterario.