Sarà una miniserie in tre episodi per Netflix e racconterà la fase più conosciuta delle indagini sugli omicidi nelle campagne fiorentine
Netflix ha annunciato l’inizio delle riprese di Il Mostro: Pietro Pacciani, una nuova miniserie in tre episodi incentrata sulle vicende del Mostro di Firenze, il più celebre e controverso caso di cronaca nera della storia italiana recente. La serie sarà diretta dal regista Stefano Sollima – noto per film e serie come Gomorra, Suburra e Adagio – che l’ha anche creata insieme allo sceneggiatore Leonardo Fasoli.
La particolarità del progetto risiede nella sua struttura. Il Mostro è stato infatti concepito da Sollima come un progetto antologico, diviso in capitoli autoconclusivi, ognuno dei quali dedicato a una delle diverse e complesse piste investigative che si sono succedute nel corso degli anni per cercare di dare un’identità all’autore degli otto duplici omicidi commessi nelle campagne fiorentine tra il 1968 e il 1985.
Questo nuovo blocco di episodi segue un primo capitolo (intitolato semplicemente Il Mostro), che era stato presentato fuori concorso all’82ª Mostra del Cinema di Venezia e che si era concentrato sulla cosiddetta “pista sarda”, ovvero la primissima fase delle indagini focalizzata su un gruppo di immigrati di origine sarda residenti in Toscana. Quella prima stagione aveva ottenuto un notevole successo di pubblico sulla piattaforma di streaming e aveva vinto il Nastro d’Argento Grandi Serie come miglior serie crime.
Con Il Mostro: Pietro Pacciani, il racconto si sposta in avanti nel tempo per affrontare la fase più famosa, mediatica e discussa dell’intera vicenda: quella che negli anni Novanta portò al centro delle indagini il contadino di Mercatale in Val di Pesa, Pietro Pacciani, e i suoi presunti complici, passati alla storia della cronaca con l’espressione “i compagni di merende” (tra cui Mario Vanni e Giancarlo Lotti).
Sollima ha spiegato che l’intenzione è quella di analizzare il caso da un nuovo punto di vista, esplorando un capitolo giudiziario che ha diviso profondamente l’opinione pubblica e che si è concluso in modo fortemente ambiguo: Pacciani fu condannato in primo grado nel 1994, assolto in appello nel 1996 e morì nel 1998 prima che potesse essere celebrato un nuovo processo d’appello, lasciando i contorni della sua reale colpevolezza parzialmente indefiniti da un punto di vista storico e giuridico.
Fonte: link

