La casa di distribuzione bolognese si è assicurata il premio alla miglior sceneggiatura “Un uomo del suo tempo”, la commedia queer “Club Kid” e l’animazione satirica “Jim Queen”
Il Festival di Cannes è da sempre il posto in cui si definisce una parte consistente della stagione cinematografica dei mesi successivi, non solo per i premi che vengono assegnati ma anche per il mercato che si muove dietro le quinte delle proiezioni ufficiali. Tra le case di distribuzione italiane più attive in questa edizione c’è stata I Wonder Pictures, la società bolognese fondata da Andrea Romeo che negli ultimi anni si è costruita una reputazione solida portando in Italia film indipendenti dal forte impatto culturale, tra cui il premio Oscar La zona d’interesse.
Quest’anno I Wonder Pictures ha annunciato l’acquisizione di tre titoli presentati alla 79esima edizione del festival. Si tratta di tre opere molto diverse tra loro – un dramma storico sulla Francia di Vichy, una commedia di formazione ambientata nella nightlife newyorkese e un film d’animazione satirico francese – ma che condividono un certo modo di guardare alla contemporaneità e ai linguaggi che piacciono alle nuove generazioni di spettatori.
Un uomo del suo tempo
Il titolo più importante del pacchetto è senza dubbio Un uomo del suo tempo (il titolo originale è Notre Salut), diretto dal regista belga Emmanuel Marre. Il film ha vinto il premio per la Miglior sceneggiatura a Cannes ed è interpretato da Swann Arlaud, un attore francese molto stimato e già visto in Anatomia di una caduta.
La storia è ambientata nel 1940, nei mesi in cui in Francia si andava costituendo il regime collaborazionista di Vichy. Il protagonista è Henri Marre, un ingegnere di cinquant’anni che si ritrova senza soldi e senza grandi prospettive lavorative. Quando si insedia la nuova amministrazione, Henri ci vede un’opportunità di riscatto sociale e professionale, un modo per ottenere il posto e il riconoscimento che ritiene di meritare. Quello che inizialmente si presenta come un semplice desiderio di “efficienza”, ordine e stabilità economica finisce però per trasformarlo in un ingranaggio fondamentale della macchina burocratica e oppressiva dello Stato collaborazionista.
La particolarità del film è che non si tratta di una ricostruzione storica astratta: Marre si è ispirato molto liberamente alla storia del suo bisnonno, utilizzando come base un vero epistolario familiare. Il risultato è un film che indaga quella che Hannah Arendt definiva “la banalità del male”, mostrando come un regime autoritario possa funzionare quotidianamente grazie al conformismo, alle piccole ambizioni personali e alla burocrazia ordinaria.
«Seguiamo Emmanuel Marre dai tempi di Generazione Low Cost», ha dichiarato Andrea Romeo, fondatore e direttore editoriale di I Wonder Pictures, «un autore che ci aveva colpito immediatamente per la capacità di raccontare il presente attraverso personaggi profondamente umani. Con Un uomo del suo tempo porta questa sensibilità dentro la Storia, costruendo un film lucido e inquietante sul collaborazionismo, sulla responsabilità individuale e su quei meccanismi quotidiani attraverso cui il male riesce a insinuarsi nella normalità. Non è la prima volta che scegliamo di accompagnare opere capaci di interrogare lo spettatore sulla natura del male e sulle suas forme contemporanee: lo avevamo già fatto con La zona d’interesse di Jonathan Glazer, e oggi ritroviamo in Un uomo del suo tempo la stessa forza nel raccontare l’orrore senza spettacolarizzarlo, ma facendolo emergere dai gesti ordinari, dai compromessi, dall’ambizione e dall’indifferenza».

Club Kid
Il secondo titolo è Club Kid, presentato nella sezione competitiva Un Certain Regard. È il primo lungometraggio scritto, diretto e interpretato da Jordan Firstman, un autore e attore diventato molto popolare negli ultimi anni soprattutto grazie ai suoi video comici e satirici su Instagram durante i mesi della pandemia.
Il film racconta la storia di Peter, un uomo che lavora come organizzatore di eventi e feste nella vita notturna queer di New York. La sua routine viene interrotta quando scopre di avere un figlio di dieci anni di cui non aveva mai saputo nulla. Club Kid è stato descritto dai critici a Cannes come un classico “crowd-pleaser”, cioè un film fatto per piacere a un pubblico molto ampio, che unisce i toni della commedia a quelli del racconto di formazione. Utilizza l’estetica pop e l’umorismo underground per fare una riflessione più ampia sul senso di appartenenza, sulla genitorialità non convenzionale e sulla solidarietà all’interno delle comunità urbane odierne.

Jim Queen
L’ultimo dei tre film acquistati si chiama Jim Queen ed è stato proiettato tra le Midnight Screenings, la sezione del festival storicamente dedicata ai film di genere, più eccentrici, notturni o provocatori. È un film d’animazione francese diretto da Marco Nguyen e Nicolas Athané, ambientato nella comunità gay di Parigi.
La trama ha un punto di partenza decisamente surreale: il protagonista, Jim, è una specie di icona sexy ossessionata dai social network e dal proprio corpo. La sua vita cambia radicalmente quando contrae l’“Heterosis”, un virus fittizio e misterioso che trasforma gli uomini omosessuali in eterosessuali. L’unico a non abbandonarlo è Lucien, un ragazzo molto timido che non è ancora riuscito a vivere serenamente la propria omosessualità. I due iniziano così un viaggio alla ricerca di una cura per evitare l’estinzione della comunità gay parigina.
Nguyen e Athané hanno spiegato che il film vuole essere una “lettera d’amore alla comunità gay”, ma lo fa usando i toni della satira politica e l’estetica “camp” (quello stile che usa l’esagerazione, l’ironia e il cattivo gusto deliberato come forma d’arte). Dietro la comicità demenziale e i riferimenti alla cultura dei club, il film affronta temi più complessi come l’omofobia interiorizzata, il culto dell’apparire e il bisogno di solidarietà in un contesto sociale frammentato.

I Wonder Pictures non ha ancora comunicato le date precise in cui i tre film usciranno nelle sale italiane, ma la distribuzione avverrà nei prossimi mesi, in collaborazione con Unipol Biografilm Collection per quanto riguarda il film di Emmanuel Marre.

