I vincitori del Festival di Cannes 2026

I vincitori del Festival di Cannes 2026

Fjord, il nuovo film di Cristian Mungiu, ha vinto la Palma d’Oro. Il Grand Prix è andato al regista russo Andreï Zvyagintsev, che ha chiesto a Putin di fermare la guerra, mentre i premi alla regia e alla recitazione sono stati assegnati ex aequo

Fjord, il nuovo film del regista rumeno Cristian Mungiu, ha vinto la Palma d’Oro alla 79ª edizione del Festival di Cannes. La decisione è stata annunciata sabato sera durante la cerimonia di premiazione dal regista sudcoreano Park Chan-wook, che quest’anno presiedeva una giuria internazionale piuttosto varia, di cui facevano parte tra gli altri Demi Moore, Stellan Skarsgård e Chloé Zhao.

L’assegnazione della Palma d’Oro a Mungiu – che aveva già vinto il premio nel 2007 con 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni – è in linea con la tradizione di Cannes di premiare un cinema d’autore rigoroso e molto attento alle dinamiche sociali attuali. Fjord racconta la storia dei Gheorghiu, una famiglia rumeno-norvegese che si trasferisce in un remoto villaggio scandinavo. Quando uno dei figli si presenta a scuola con dei lividi, l’intera comunità inizia a mettere in discussione i metodi educativi tradizionali della famiglia, scatenando una riflessione sulle divisioni culturali e l’integrazione. Ritirando il premio, Mungiu ha spiegato che il film vuole essere «un impegno contro ogni forma di fondamentalismo» e un invito all’empatia in società sempre più frammentate.

Il Grand Prix, il secondo premio più importante del festival, è andato a Minotaur del regista russo Andreï Zvyagintsev. Il film segue la storia di un dirigente d’azienda nella Russia del 2022, la cui vita ordinata crolla sotto il peso di pressioni economiche e sociali, ma è stato notato soprattutto per il discorso di ringraziamento del regista. Zvyagintsev si è rivolto direttamente a Vladimir Putin, chiedendo esplicitamente la fine della guerra in Ucraina: «L’unica persona che può porre fine a questa carneficina è il Presidente della Federazione Russa. Ponete fine a questa carneficina!».

Nelle altre categorie principali ci sono stati diversi premi assegnati ex aequo, una circostanza che si verifica quando la giuria non riesce a trovare un accordo su un unico vincitore.

Il premio per la miglior regia è stato diviso tra la coppia spagnola formata da Javier Calvo e Javier Ambrossi (registi di La Bola Negra, un film ispirato a un’opera incompiuta di Federico García Lorca) e il polacco Paweł Pawlikowski per Fatherland, un film in bianco e nero ambientato negli anni della Guerra fredda incentrato sul rapporto tra lo scrittore Thomas Mann (Hanns Zischler) e sua figlia Erika (Sandra Hüller).

Anche i premi per le interpretazioni sono stati assegnati a più interpreti. Il riconoscimento per la migliore attrice è andato a Virginie Efira e Tao Okamoto, protagoniste di All of a Sudden del regista giapponese Ryusuke Hamaguchi, mentre quello per il miglior attore è stato assegnato a Emmanuel Macchia e Valentin Campagne per il film Coward del belga Lukas Dhont, ambientato durante la Prima guerra mondiale.

Il premio per la migliore sceneggiatura è stato vinto dal belga Emmanuel Marre per Notre Salut, mentre il Premio speciale della giuria è andato alla regista tedesca Valeska Grisebach per The Dreamed Adventure, un thriller ambientato al confine tra Bulgaria e Turchia.

Tra i premi minori, la Caméra d’Or per la migliore opera prima è stata assegnata a Ben’Imana della regista ruandese Marie Clementine Dusabejambo, che racconta le complessità dei processi di riconciliazione nel Ruanda del 2012, quasi vent’anni dopo il genocidio contro i Tutsi. La Palma d’Oro per il miglior cortometraggio è andata invece all’argentino Federico Luis per Para Los Contrincantes.

Tutti i premi principali:

  • Palma d’Oro: Fjord di Cristian Mungiu
  • Grand Prix: Minotaur di Andreï Zvyagintsev
  • Premio della giuria: The Dreamed Adventure di Valeska Grisebach
  • Miglior regia: Javier Calvo e Javier Ambrossi (La Bola Negra) e Paweł Pawlikowski (Fatherland)
  • Migliore sceneggiatura: Emmanuel Marre (Notre Salut)
  • Migliore attrice: Virginie Efira e Tao Okamoto (All of a Sudden)
  • Miglior attore: Emmanuel Macchia e Valentin Campagne (Coward)
  • Caméra d’Or (miglior opera prima): Ben’Imana di Marie Clementine Dusabejambo
  • Palma d’Oro per il miglior cortometraggio: Para Los Contrincantes di Federico Luis

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