Her Private Hell

HER PRIVATE HELL, le prime immagini del nuovo film di Nicolas Winding Refn con Sophie Thatcher e Charles Melton

Her Private Hell è il titolo del nuovo film di Nicolas Winding Refn, il regista danese noto per Drive, Solo Dio perdona e The Neon Demon, che torna al cinema a quasi dieci anni dalla sua ultima pellicola. La casa di distribuzione statunitense Neon ha pubblicato il primo teaser trailer del film, che sarà presentato fuori concorso al Festival di Cannes e uscirà nelle sale italiane il prossimo 7 settembre grazie a Mubi.

Il film, descritto come un thriller psicologico dalle atmosfere tipiche del regista — luci al neon, ambienti notturni e una colonna sonora elettronica molto presente —, segna il ritorno di Refn alla regia di un lungometraggio dopo un lungo periodo dedicato alla televisione e alle serie tv (tra cui Troppo vecchi per morire giovani per Amazon e Copenhagen Cowboy per Netflix).

La trama ufficiale diffusa dalla produzione racconta di una metropoli futuristica avvolta da una misteriosa nebbia, diffonde una presenza letale e inafferrabile. I protagonisti sono una giovane donna alla ricerca del padre scomparso, interpretata da Sophie Thatcher (nota per il film Companion e per la serie Yellowjackets), e un soldato americano interpretato da Charles Melton (apprezzato recentemente in May December e Warfare), impegnato in una disperata missione per strappare la propria figlia all’Inferno. Nel cast ci sono anche Kristine Froseth, Havana Rose Liu e Diego Calva.

In un’intervista concessa alla rivista cinematografica IndieWire, Refn ha commentato il suo ritorno al cinema spiegando come il settore sia cambiato profondamente dall’ultima volta che ha diretto un film per la sala:

«Tornare a fare un film oggi, in un’epoca in cui il cinema è cambiato così tanto rispetto a dieci anni fa, è quasi come entrare in una foresta strana dove tutto è un po’ indefinito. È difficile persino capire quale sia l’ecosistema attuale, con il potere di internet che guida e fa da spina dorsale a ogni cosa. Però l’idea di creatività è rimasta la stessa; sono solo le regole a essere un po’ diverse».