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EXIT 8: dal successo del videogioco indie al grande schermo, il thriller giapponese arriva anche in Italia

Il successo travolgente del videogioco indie Exit 8, che ha saputo conquistare milioni di giocatori grazie alla sua atmosfera inquietante e minimalista, si appresta a sbarcare nelle sale cinematografiche italiane ad aprile. Questo thriller psicologico giapponese rappresenta una sfida narrativa affascinante, trasformando l’esperienza interattiva di un loop infinito in un lungometraggio che punta tutto sulla tensione visiva e sulla paranoia.

La regia è affidata a Genki Kawamura, già noto produttore di successi internazionali come Your Name, che qui sceglie di esplorare il concetto degli spazi angusti e sempre uguali, ovvero quei luoghi di transito che, se svuotati della loro funzione abituale, generano un profondo senso di smarrimento e disagio.

La trama segue fedelmente la premessa del gioco originale: un uomo si ritrova intrappolato in un corridoio della metropolitana di Tokyo che sembra ripetersi all’infinito. La sua unica speranza di fuga è raggiungere l’uscita numero otto, ma per farlo deve rispettare una regola ferrea: osservare con estrema attenzione l’ambiente circostante. Se tutto appare normale, può proseguire; se invece nota anche la minima anomalia, deve tornare immediatamente sui suoi passi. Il film gioca costantemente con la percezione dello spettatore, trasformando dettagli banali come un cartello pubblicitario leggermente spostato o il rumore di passi lontani in segnali di un pericolo imminente.

Interpretato da Kazunari Ninomiya, il protagonista diventa il volto dell’angoscia urbana in un’opera che riduce i dialoghi all’essenziale per dare spazio a un sound design immersivo e a una fotografia asettica. Il progetto ha già ottenuto un riscontro straordinario in Giappone, confermando come storie nate da formati digitali semplici possano tradursi in esperienze cinematografiche di forte impatto emotivo. L’arrivo di questa pellicola in Italia segna un momento importante per gli amanti del cinema di genere e per chiunque sia rimasto affascinato dal fenomeno delle backrooms, portando sul grande schermo un incubo moderno che mette alla prova la nostra capacità di distinguere la realtà dall’illusione.