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ELENA DEL GHETTO | Il coraggio ribelle di una donna fuori dagli schemi nella Roma occupata

In anteprima il 27 gennaio per le scuole, dal 29 in sala, il film di Stefano Casertano con Micaela Ramazzotti restituisce il ritratto autentico e indomito di Elena Di Porto, la “matta” del Portico d’Ottavia che sfidò l’orrore fascista e nazista.

Roma, 16 ottobre 1943. Una data scolpita nell’orrore della storia italiana: il rastrellamento del Ghetto ebraico. Ma prima che le truppe naziste stringessero la loro morsa, una figura ribelle e anticonformista tentò l’impossibile: avvertire la sua comunità. Questa figura è Elena Di Porto, la protagonista del film di Stefano Casertano, Elena del Ghetto, presentato alla Festa del Cinema di Roma e presto nelle sale.

Il film, un affresco potente che copre gli anni cruciali tra il 1938 e il 1943, non è solo una cronaca dell’ascesa inesorabile dell’antisemitismo fascista, ma è soprattutto il ritratto vivido di una donna straordinaria.

La matta e l’anticonformista

Elena Di Porto (interpretata da Micaela Ramazzotti) è l’incarnazione della libertà in un’epoca che pretendeva sottomissione. Separata, un’eccezione per i suoi tempi, indossa i pantaloni, fuma e beve, frequenta le bische per giocare a stecca e si interessa persino di boxe. Per il Ghetto, in cui vive, non è solo un’eccentrica: è “la matta”.

Questa sua vita “fuori dagli schemi” diventerà, ironia della sorte, il suo ostacolo più grande nel momento decisivo. Quando i piani del rastrellamento nazista le vengono svelati in anticipo, Elena si unisce alla Resistenza, spinta dal suo temperamento indomito. Eppure, farsi ascoltare è una battaglia persa: come credere a quella che tutti chiamano semplicemente una folle?

Un coro tra dramma e neorealismo

Casertano costruisce il suo film come una vera e propria opera, dove Elena è il “muscolo pulsante”: intuitiva, ironica, incapace di piegarsi. Attorno a lei, il vero co-protagonista è il Ghetto di Roma e il Portico d’Ottavia, che funge da coro della narrazione. Questa comunità osserva, consola, ma a volte condanna, facendo da contrappunto tra momenti di dramma e inaspettata leggerezza.

Il linguaggio cinematografico guarda alla grande tradizione italiana e al Neorealismo, ma lo fa con una vivacità contemporanea. Il tono è abilmente sospeso tra il popolare e il colto, tra la malinconia della Storia e una tenace speranza. L’obiettivo ultimo è chiaro: restituire al pubblico un ritratto quanto più autentico e attuale possibile della vera Elena Di Porto.

Il cast e le musiche

Micaela Ramazzotti interpreta Elena Di Porto. Con lei nel cast Valerio Aprea nel ruolo del fratello Vitale, Giulia Bevilacqua in quello di Costanza Limentani, Caterina De Angelis (Mariella Desideri), Marcello Maietta (Samuele) e Giovanni Calcagno nel ruolo del federale Romolo.

Le musiche originali sono composte da Matteo Curallo (Edizioni Musicali BIXIO C.E.M.S.A.) e includono un inedito di Ermal Meta, che firma e interpreta il brano Ti verranno a chiedere di me.

Trailer ufficiale

Quando e dove esce?

Elena del Ghetto arriverà nelle sale cinematografiche a partire dal 29 gennaio 2026 distribuito da Adler Entertainment.

Tuttavia, l’importante appuntamento per le nuove generazioni è fissato per il 27 gennaio, Giornata della Memoria: in questa data, il film sarà proiettato in anteprima speciale per le scuole, offrendo un potente strumento didattico per non dimenticare.

Poster