Come sono le prime reazioni a DISCLOSURE DAY, il nuovo film di Steven Spielberg sugli alieni

I critici americani che lo hanno visto in anteprima ne stanno parlando molto bene, definendolo uno dei suoi lavori migliori degli ultimi anni

Disclosure Day, il nuovo attesissimo film di fantascienza diretto da Steven Spielberg, non è ancora uscito nei cinema, ma negli Stati Uniti se ne sta già parlando moltissimo. Proprio ieri la Universal Pictures ha revocato l’embargo per le prime reazioni sui social network e i giornalisti americani che hanno potuto vederlo in anteprima ne stanno scrivendo in termini molto positivi.

Il film, che in Italia uscirà il 10 giugno (con due giorni di anticipo rispetto agli Stati Uniti), ha per protagonisti Emily Blunt e Josh O’Connor. La trama segue le vicende di un gruppo di persone molto diverse tra loro che, in fuga da una misteriosa organizzazione, cercano di rivelare al mondo intero la verità sugli UFO e gli alieni. Nel cast ci sono anche Colman Domingo, Colin Firth, Eve Hewson e Wyatt Russell, mentre la sceneggiatura è stata scritta da David Koepp, che con Spielberg aveva già lavorato a Jurassic Park e La guerra dei mondi.

Per Spielberg si tratta di un ritorno a un genere, quello del contatto alieno, che ha segnato profondamente la sua carriera con classici come Incontri ravvicinati del terzo tipo ed E.T. l’extra-terrestre. Tuttavia, stando alle prime recensioni, i toni di Disclosure Day sembrano essere più vicini a quelli di un thriller cospirativo.

Jim Hemphill di IndieWire ha definito la pellicola «uno Spielberg di altissimo livello», paragonando il ritmo e l’intrattenimento a quello de I predatori dell’arca perduta, ma con la complessità emotiva e l’ambizione politica dei suoi film post 11 settembre. Drew Taylor di The Wrap ha scritto di non ricordare l’ultima volta in cui ha amato così tanto un film del regista, definendolo «emozionante, divertente, profondamente commovente e recitato in modo impeccabile».

Gli elogi a Emily Blunt e qualche critica alla campagna marketing

Tra gli elementi più lodati dalle prime reazioni c’è l’interpretazione di Emily Blunt. Molti critici ritengono che si tratti di una delle migliori prove della sua carriera: Steven Weintraub, direttore di Collider, ha suggerito che la sua performance sia da considerare già da ora in ottica Premi Oscar, nonostante l’Academy tenda a snobbare i grandi blockbuster estivi. Weintraub ha anche consigliato al pubblico di smettere di guardare i trailer per non rovinarsi i colpi di scena presenti nel finale.

Non sono mancate comunque alcune sfumature più critiche, non tanto sul valore del film in sé, quanto sulla sua promozione. Germain Lussier del sito di cultura pop io9 ha molto apprezzato la pellicola — definendola «il miglior film di Spielberg degli ultimi vent’anni» —, ma ha fatto notare che i recenti trailer diffusi dalla casa di produzione mostrano diverse scene del terzo atto, ovvero la parte finale del film. Una scelta commerciale che smentisce quanto dichiarato dallo stesso Spielberg nei mesi scorsi, quando aveva assicurato che il finale non sarebbe stato anticipato nel marketing. «Nemmeno il più grande di tutti è immune alle pressioni della promozione», ha commentato Lussier.

Bill Bria di SlashFilm ha invece sintetizzato l’approccio del regista definendolo, in senso positivo, «il film più strano che Spielberg abbia mai fatto», elogiando in particolare la colonna sonora firmata da John Williams — lo storico compositore novantaquattrenne che collabora con Spielberg da cinquant’anni — e la sceneggiatura di Koepp, descritta come un incrocio tra X-Files e la Bibbia.