28 anni dopo, il terzo capitolo della saga horror di Danny Boyle si farà ma ci vorrà più tempo

Il regista ha spiegato che i ritardi non sono dovuti al recente flop del secondo film della trilogia, ma a problemi logistici e metereologici

28 anni dopo (28 Years Later), il terzo capitolo della saga cinematografica horror post-apocalittica iniziata nel 2002 con 28 giorni dopo, si farà, ma con tempi un po’ più lunghi del previsto. Lo ha confermato il regista Danny Boyle in un’intervista concessa al sito di cinema JoBlo, spiegando che le riprese del film inizieranno «incrociando le dita, l’anno prossimo», ovvero nel 2027.

La notizia era particolarmente attesa dagli appassionati della serie sia per via di una recente battuta d’arresto commerciale del franchise, sia perché questo terzo capitolo della nuova trilogia dovrebbe rimettere al centro della storia il personaggio di Jim, interpretato da Cillian Murphy, il protagonista del primo storico film.

Il progetto di espandere l’universo di 28 giorni dopo (che aveva già avuto un primo sequel meno fortunato nel 2007, 28 settimane dopo, diretto da Juan Carlos Fresnadillo) era stato annunciato da Sony con l’intenzione di produrre una nuova trilogia. Il primo film di questo nuovo corso, intitolato proprio 28 anni dopo e diretto dallo stesso Boyle, era uscito nel 2025 ottenendo un buon successo di pubblico (circa 151 milioni di dollari di incasso globale a fronte di un budget di 60).

Le cose si erano invece complicate all’inizio del 2026 con l’uscita del secondo capitolo, 28 anni dopo – Il tempio delle ossa (28 Years Later: The Bone Temple), affidato alla regia di Nia DaCosta e girato subito dopo il film di Boyle. Nonostante le ottime recensioni della critica, il film è andato incontro a un notevole insuccesso commerciale, incassando appena 58 milioni di dollari a fronte di costi di produzione simili al predecessore. Questo flop aveva alimentato molti dubbi sulla reale intenzione di Sony di finanziare il terzo film, la cui produzione era inizialmente vincolata ai risultati economici dei primi due.

Nell’intervista, Boyle ha spiegato che il ritardo nell’inizio delle riprese del terzo film – che avrebbe dovuto iniziare la produzione già quest’anno – non è dovuto a ripensamenti dello studio legati agli incassi, ma a questioni puramente logistiche e meteorologiche:

«Abbiamo letteralmente esaurito il tempo utile. Il film è ambientato in un’area della Gran Bretagna in cui si può girare solo in determinati periodi dell’anno. Quest’anno abbiamo finito il tempo a disposizione. Quindi se ne parlerà, speriamo, incrociando le dita, l’anno prossimo. Ma l’entusiasmo c’è, e Alex (Garland, lo sceneggiatore di tutta la saga) ha scritto una sceneggiatura meravigliosa».

La conferma della produzione è legata anche a un forte elemento di continuità narrativa. Nel finale di Il tempio delle ossa, infatti, compariva con un breve cameo non accreditato proprio Cillian Murphy, il cui personaggio mancava dalla saga da oltre vent’anni. Quella scena serviva da introduzione per la trama del terzo capitolo, in cui Jim dovrebbe avere un ruolo centrale. Intervistato recentemente dal Times sull’eventualità di tornare sul set, Murphy aveva risposto in modo piuttosto netto: «Lo spero! Io sono pronto».