metti la nonna in freezer

METTI LA NONNA IN FREEZER | Recensione della commedia con Fabio De Luigi e Miriam Leone, una coppia super

Di Manuela Saraceno

In un paese come questo in cui può succedere che un cieco faccia il guardalinee, un dipendente pubblico timbri il cartellino e poi se ne vada a fare la spesa, o ancora, che un vigile si procuri un certificato falso per passare il Capodanno in famiglia, di black comedy non se ne vedono poi tante…

Per tutti gli appassionati del genere il 15 marzo arriva al cinema “Metti la nonna in freezer” l’esordio cinematografico dei due cineasti materani Giancarlo Fontana e Giuseppe Stasi.

Tutto il film ruota intorno al decesso improvviso di una  nonna (il sex symbol Barbara Bouchet) e al suo congelamento in freezer insieme ai tortellini e alla platessa (sic!!!) utilizzato come stratagemma dalla nipote Claudia (Miriam Leone), giovane restauratrice, e dalle sue amiche/colleghe Rossana (Lucia Ocone) e Margie (Marina Rocco) per continuare a percepirne la pensione.

Al trio truffaldino si contrappone Simone (Fabio De Luigi) integerrimo Maresciallo della Guardia di Finanza, completamente dedito alla professione e al rispetto della legge.

Nonostante un inizio poco convincente e caratterizzato da troppi travestimenti, la commedia prende ritmo e diviene originale e divertente soprattutto grazie alla performance della coppia De Luigi/ Leone che funziona e riesce a stupire piacevolmente.

Il personaggio di Simone sembra cucito addosso alla comicità (a cui siamo abituati) di De Luigi,  lo stesso vale per quello interpretato dalla Leone che appare assolutamente perfetta sia nella veste della classica brava ragazza della porta accanto che in quella della schizofrenica/bipolare.

La pellicola esplora con ironia, a volte leggera altre feroce, i confini sempre più sottili tra morale e immorale, lecito e illecito, e come affermato dallo sceneggiatore Bonifacci durante la conferenza stampa affronta “la disonestà dei nostri giorni come un virus che gli esseri umani si mischiano starnutendo”. Nessuno alla fine ne esce indenne perché in realtà “NON SI PUO’ ESSERE ONESTI DA SOLI”.

La disonestà dei nostri giorni è come un virus che gli esseri umani si mischiano starnutendo

Autore dell'articolo: moviedigger